Martedì 14 luglio, ore 19.30, alla Biblioteca Bernardini la presentazione del libro "Memorie di un sovversivo" di Giuseppe Mazzotta (Nova Delphi Libri). Intervengono Vera Mazzotta, Cosimo Perrotta, Maria Rosaria Stabili.
Scrive Giuseppe Mazzotta: "Nella Chiesa, l’obliterazione, la “damnatio memoriae”, è stata sempre, e continua a essere, la prima e fondamentale norma istituzionale. Tentativo disonesto, immorale, per conservare l’apparenza di continuità ortodossa, verginità di pensiero e soggezione di vita. “Damnatio memoriae” e silenzio sono il modo moderno, non cruento, di addomesticare la storia a proprio vantaggio… Questo trattamento è applicato agli scomunicati, ai condannati, alle idee riprovate, alle opere giudicate pericolose una volta messe all’indice, ai preti che, per punizione o per scelta, hanno abbandonato lo status clericale.
Cancellando le tracce di una persona e della sua esistenza spariscono anche quelle di azioni, attività, idee. Ma la “damnatio memoriae”, rigorosissima, applicata a quanti a giudizio del potere hanno dato in qualche modo fastidio, anche se hanno fatto miracoli, hanno precorso i tempi, è una delle più infamanti vergogne che continua a caratterizzare l’ipocrisia istituzionalizzata, resa dogma.
Non poche volte, per scelta o per caso, ho reincontrato gli ambiti di cui allora facevo parte. Io non c’ero, non ero mai esistito: direttore di biblioteca, docente, il Seminario, la curia vescovile, l’Istituto Pastorale Regionale, e poi l’aggiornamento del clero, direttore spirituale, responsabile di pastorale, assistenti donne cattoliche, cappellano universitario e ancora insegnante di religione, presenza in istituti e collegi, nel Consiglio Regionale Diocesano, in Azione Cattolica, Fuci, e attività, funzioni, responsabilità: mai esistito.
Eliminato dall’elenco dei preti di quegli anni, dalla Biblioteca Innocenziana, dall’insegnamento di Dogmatica nel Seminario regionale. E per decine di altre funzioni, il mio successore si lega direttamente al mio predecessore.
Non sono mai esistito.(...)