domenica
20
settembre
EVÒ CE ESÙ VISIONI 2026 Il cinema delle lingue minoritarie torna a Martignano
dal 18 al 20 al settembre 2026
12^ edizione
Rassegna Cinematografica Evò ce Esù Visioni
Incontri di confine tra visi e parlate
#evoceesuvisioni2026
Il cinema delle Lingue minoritarie
dal 18 al 20 al settembre 2026
Parco Palmieri - Martignano
PROIEZIONI - TALK - MUSICA - INSTALLAZIONI
Ingresso gratuito
Giunge alla sua 12^ edizione la rassegna cinematografica Evò ce Esù Visioni Incontri di confine tra visi e
parlate, l’unica in Puglia che pone l'accento sul cinema delle lingue definite “minori”, con l'obiettivo di far
conoscere al pubblico il dinamismo di molte realtà che si muovono nella prospettiva del riscatto e della
volontà di risveglio dal torpore e dal conformismo culturale, nel tempo della globalizzazione. Un linguaggio,
quello filmico, contemporaneo ed accattivante, in grado di penetrare confini linguistici e lessicali ed aprire
varchi a relazioni, a contenuti emozionali e geografici rappresentativi di territori e culture diverse; uno
strumento in grado di togliere via la polvere sulle lingue nascoste, coperte dai teli dell’abbandono o
dell’indifferenza. Ma anche l’occasione per porre uno sguardo su storie e prospettive di “confine”, dove
l’alterità, con le contraddizioni umane e sociali che genera, diventa occasione di riflessione sui grandi temi
della contemporaneità. Un’edizione dedicata a mesciu Realino Bray, artigiano del ferro e della parola grika.
Casa dell’evento il piccolo borgo griko di Martignano negli spazi del Parco Turistico Culturale Palmieri, dal
18 al 20 settembre 2026.
Evò ce Esù Visioni 2026 mette al centro il rapporto tra identità, comunità e territorio, attraverso cinema,
arte e confronto. La rassegna racconta lingue minoritarie, memorie, tradizioni e territori fragili come
patrimoni vivi da tutelare e rilanciare.
Il filo conduttore è la cura: delle lingue e della biodiversità culturale, dell’ambiente e del paesaggio, delle
persone e delle comunità. Un invito a guardare ai territori non come periferie, ma come laboratori di futuro,
partecipazione e rigenerazione.
L'iniziativa nasce da un’idea progettuale della Cooperativa sociale Open di Parco Palmieri, condivisa con la
Cineteca Sarda e del Babel Film Festival di Cagliari. La collaborazione con le realtà sarde, con l'iniziativa Babel
on Tour, rende possibile una rassegna ricca e variegata, altamente rappresentativa del cinema di minoranza
linguistica, l’unica nel suo genere in Puglia. Inoltre, l’interazione con altre realtà provenienti da diverse parti
d’Italia e del mondo, sugella un percorso di rete che, nel segno della biodiversità culturale e linguistica, crea
ponti e collaborazioni inaspettate, contribuendo in modo sostanziale alla valorizzazione e promozione del
territorio.
Partners dell’iniziativa sono la Biblioteca della Felicità di Martignano, il Comune di Martignano, “Imesta
Griki-Siamo Griki” la rete degli Istituti Comprensivi della Grecìa Salentina, il Museo Majon de Fascegn di Vigo
di Fassa (TN), la Rassegna Cinematografica sarda “Nosu e is Atrus”, l’Orgosolo Film Festival, il Terra Lenta
Film Fest, il MAK Festival – Intrecci di lingue, popoli e culture, l’Associazione Grika Milume con I ddomada
Grika, l’Associazione KroaTarantata, l’Associazione Esterno Notte e l’Associazione La Scatola di Latta.
La dodicesima edizione conferma la presenza di numerosi progetti filmici provenienti da territori italiani e
internazionali. L’evento sarà condito dalla presentazione di progetti e programmi di salvaguardia e
valorizzazione delle culture minoritarie, con la presenza di operatori culturali, registi, rappresentanti di enti
ed istituzioni partner dell’iniziativa. Tre saranno i filoni principali della rassegna:
- Evò ce Esù Talk, uno spazio di racconto, formativo e di presentazione di progetti.
Tra gli appuntamenti i due Orientation Lab gratuiti rivolti a giovani, studenti, disoccupati, inoccupati, NEET,
donne e adulti in cerca di nuove opportunità o di un cambio di carriera e proposti nell’ambito di Punti
Cardinali, progetto formativo promosso dalla Regione Puglia e finanziato al Comune di Martignano, che vede
partner la Cooperativa sociale Open di Parco Palmieri. Uno al mattino del 18 settembre (dalle 8.00 alle
14.00) sul Cinema delle minoranze linguistiche, condotti da Tore Cubeddu (regista, produttore e operatore
culturale sardo) e Andrea Fantino (antropologo culturale e filmmaker piemontese), come strumento di tutela
delle lingue minoritarie, valorizzazione del patrimonio culturale e racconto delle identità territoriali,
attraverso visioni, casi studio e attività di storytelling audiovisivo; uno al mattino del 19 settembre (dalle 8.00
alle 14.00)sul cinema dei territori marginali come strumento di narrazione e rigenerazione delle aree interne
e dei piccoli borghi, con focus su comunità, paesaggio, sostenibilità, spopolamento e nuove forme dell’abitare
con Davide Barletti (regista e produttore salentino) e con il lucano Fabrizio Gerardo Lioy (ricercatore, guida
ambientale escursionista e direttore del Terra Lenta Film Fest), (Info e iscrizioni Tel. 389.5544424).
Nell’ambito del progetto europeo di rivitalizzazione delle culture e lingue grika e cornish REVIVE, si terrà
venerdì 18 settembre alle 18.00 un talk sull’attivismo linguistico delle minoranze italiane coordinato da
ARTICOLO 6, l’associazione nazionale che mette insieme tutte le minoranze linguistiche d’Italia. Presenti Tore
Cubeddu per il sardu, Lorenzo Blascetta per il croato del Molise, Andrea Fantino per occitano e lingua
francofona, Pantaleo Rielli per il griko. Previsti i collegamenti con le rappresentanze ladine, furlane e
arbereshe. Durante il talk sarà ricordata Ines Cavalcanti, attivista linguistica, storica presidente
dell’Associazione Chambra D’Oc, recentemente scomparsa.
Domenica 20 settembre, alle ore 18.30, ci ritroviamo con La Scatola di Latta per Parole Meridiane. Un
incontro che non è una conferenza né una lezione, ma una sosta necessaria per ascoltare e ascoltarsi.
Per l’occasione avremo con noi Claudia Fabris, La Cameriera di Poesia, che ci farà dono dei suoi nutrimenti
poetici — fatti di parole che curano, sussurrano e riscaldano — con la nuova edizione di Parole Sottosale,
edita da AnimaMundi Edizioni.
Ma sopra ogni cosa, Parole Meridiane sarà un cerchio. Un cerchio dove non ci sono cattedre né palchi, dove
non ci sono spettatori, ma solo abitanti e viandanti. In questo spazio circolare ogni voce ha la stessa dignità,
lo stesso peso, lo stesso diritto di farsi custode di una visione. Ognuno potrà prendere la parola per raccontare
un frammento del proprio abitare al Sud: un’esperienza di resistenza, un gesto di cura, una bellezza ritrovata
o semplicemente la scelta profonda di restare.
Nel mezzo di questo intreccio di racconti, condivideremo un’anteprima a noi molto cara: la vicina uscita del
libro edito da Scrivere poesia "Fare Sud – Atlante Civico del Meridione Possibile", la mappa corale che
raccoglie oltre 200 storie di rigenerazione, attivismo e politica creativa nate in questi anni nel Sud Italia.
Portate con voi una poesia, una storia, un canto, il desiderio di ascoltare e la libertà di parlare.
- Evò ce Esù Arte, con una proposta artistica che vedrà installazioni e performance artistiche e proposte
musicali. Il frantoio semi ipogeo di Parco Palmieri ospiterà il progetto “Produzione propria – la prossimità
come arte” (inaugurazione venerdì 18 settembre alle 19.00), realizzato da Francesca Casaluci e Clara Zanoni;
un racconto fotografico sulla pratica della vendita domestica di frutta e verdura coltivate in proprio. Il
progetto porta alla luce una microeconomia di prossimità che si sviluppa negli spazi quotidiani – case, garage,
cucine e ingressi – trasformandoli in luoghi di scambio, relazione e comunità. Al centro ci sono soprattutto le
donne, custodi di saperi agricoli, stagionalità e pratiche di vicinato, in alternativa ai circuiti della grande
distribuzione e alle piattaforme commerciali. La mostra restituisce così visibilità a un’economia semplice e
silenziosa, ma capace di rafforzare relazioni sociali, autonomia, memoria e senso di comunità.
Nello spazio “lu figaru” del frantoio è invece allestita la mostra “Martignano in blu” frutto del progetto
didattico estivo “Scopriamo il nostro territorio” dell’Istituto Comprensivo di Calimera, Caprarica e
Martignano, curato dalla Cooperativa sociale Open con Clara Zanoni e Maria Cristina De Vito, tutor
scolastica Simonetta Giammarruco. Il percorso ha guidato gli alunni alla scoperta del territorio e del suo
patrimonio materiale e immateriale attraverso l’osservazione di elementi naturali, storici e artistici e l’utilizzo
della tecnica della cianotipia. Gli alunni hanno esplorato e analizzato fotografie storiche, riconoscendole
come testimonianze della memoria del territorio, e le hanno reinterpretate in chiave contemporanea
attraverso interventi creativi con disegni, parole ed elementi naturali. L’attività laboratoriale ha favorito la
sperimentazione artistica, la manualità e la capacità di mettere in dialogo passato e presente. Il lavoro di
gruppo ha inoltre stimolato la collaborazione, la condivisione delle idee e il rispetto reciproco, integrando
conoscenza del patrimonio, creatività e cittadinanza attiva.
Sabato 19 settembre alle 21.30 negli spazi dei giardini di Parco Palmieri di scena nella sezione musica di Evò
ce Esù Arte il concerto dei KroaTarantata un giovane ensemble musicale originario di Montemitro
(Mundimitar), in Molise, nato con l'obiettivo di custodire, tramandare e diffondere la cultura della minoranza
linguistica croato-molisana. Attraverso la loro musica, la band unisce le sonorità tradizionali del Sud Italia
(come la pizzica e la tarantella) con canti ed espressioni nell'antico idioma slavo locale, noto storicamente
come "na-našo" ("a modo nostro").
- Evò ce Esù Visioni con le proiezioni della rassegna, cuore di un evento che conferma un legame forte con i
territori. La rassegna 2026 propone ancora una volta uno straordinario spaccato di quel cinema “puro”
espressione di geografie e confini linguistici variegati, con protagoniste lingue arcaiche e nascoste. Una
edizione che mette al centro il tema della sostenibilità ambientale e della cura del paesaggio. A partire dallo
spot ufficiale Evò ce Esù Visioni 2026 (omaggio a Realino Bray) che mette in relazione la crisi della biodiversità
linguistica con le minacce ambientali, in particolare con la devastazione causata dagli incendi. Il fuoco al
centro di alcune pellicole, fiamma che alimenta l’identità dei luoghi ma spesso minaccia al futuro dei territori,
alimentare la fiamma del riscatto e spegnere quella dello scempio ambientale post xylella.
Molte le pellicole in proiezione (start ogni giorno alle 19.30), tra queste Arbores di Francesco Bussalai,
documentario in sardu che rappresenta in Evò ce Esù Visioni l’Orgosolo Film Festival. Il film richiama il legame
imprescindibile tra il benessere umano e la tutela della natura, evidenziando il drammatico disboscamento
della Sardegna nell’Ottocento. Sotto il governo sabaudo, circa l’80% delle foreste dell’isola venne distrutto,
trasformando la Sardegna in una terra brulla e profondamente impoverita. Anche il bosco del Monte
Ortobene, a Nuoro, celebrato da Grazia Deledda, subì questa devastazione nella seconda metà
dell’Ottocento.
E ancora il documentario corto “S’ùrtimu” in lingua sarda diretto da Simone Sarais. L'opera racconta la storia
di Mario, uno degli ultimi tre pescatori rimasti nel porticciolo di Nora a Pula, offrendo uno sguardo intimo su
un antico mestiere che rischia di scomparire.
Sami Song of survival, L'attivismo indigeno nella frontiera settentrionale per la regia di Iara Lee. Il popolo
Sami, che vive principalmente in Norvegia, Svezia, Finlandia e Russia, continua la sua lotta contro
l'oppressione e il colonialismo, sia antichi che moderni. Per secoli, hanno combattuto il razzismo
istituzionalizzato, l'emarginazione e la repressione della loro cultura e lingua. Sebbene abbiano ottenuto
riconoscimento e rispetto, il loro lavoro non è finito. Attraverso mezzi artistici e resilienza culturale, i Sami
rivendicano il loro diritto di esistere e prosperare nelle loro terre ancestrali.
“S’ùrtimu” e Sami Song of survival sono proposti in rappresentanza del Terra Lenta Festival.
Il cortometraggio “Mata mama” di Nicola Onnis e il docufilm “Mamas in Umbra” di Viviana Mura, entrambi
in lingua sarda, sono espressione del partenariato con il Premio kentzeboghes di Cagliari; nel primo il tema
centrale è il rapporto tra madre e figlia. La narrazione utilizza immagini simboliche, come quella degli alberi,
per raccontare legami profondi. Il risultato è un prodotto che supera la dimensione laboratoriale. Nel secondo
il racconto è quello di due secoli di internamento psichiatrico femminile in Sardegna, dalla "stufa de li pazzi"
del Sant'Antonio Abate di Cagliari (1803) fino alle soglie della riforma Basaglia (1978). Il docufilm intreccia le
testimonianze con ricostruzioni drammatiche e rivela come l'internamento fosse strumento di controllo
sociale più che cura medica. Un documento urgente che raccoglie le testimonianze prima che la memoria si
perda definitivamente.
Don Romano Fiandra – La costruzione di un sogno, documentario di Andrea Fantino in lingua occitana della
Valle Stura, racconta la storia di un sacerdote che, mosso da solidarietà e attenzione alla sua comunità, fondò
il Pensionato Vittoria per offrire accoglienza agli anziani soli delle montagne. Attraverso la sua voce e
immagini d’archivio, il documentario ne restituisce l’impegno e l’eredità umana.
Ancora Vibrations from Gaza, documentario del 2023 della regista palestinese-canadese Rehab Nazzal,
realizzato in Lingua dei Segni. Il film restituisce, attraverso le voci e lo sguardo di giovani con disabilità uditiva,
la vita nella Striscia di Gaza segnata dall’embargo e dai continui bombardamenti, raccontando la percezione
dei rumori della guerra, dei droni e della distruzione.
Dalla Francia arriva Morra Murrina!, cortometraggio del 2024 di Michè D’Onofrio, in corso. Il protagonista
Battì, ragazzo discreto e riservato, si ritrova a dover sostituire all’ultimo momento il suo migliore amico in un
campionato regionale di morra, un gioco tradizionale che richiede esuberanza e sicurezza. Per puntare alla
vittoria, dovrà riuscire a superare la propria timidezza.
La rassegna ospita quindi tre opere in lingua cornica, riunite in un omaggio speciale di Evò ce Esù Visioni alla
comunità della Cornovaglia partner del progetto europeo REVIVE, dedicato alla rivitalizzazione delle lingue
minoritarie attraverso il patrimonio culturale, la narrazione e l’innovazione digitale. Si tratta di Lymp di Harry
Faint (Regno Unito, 2024), che racconta il tentativo di un nuovo studente di nascondere la propria identità
per riuscire a integrarsi in una scuola della Cornovaglia; Clan di Jaime Lock (Regno Unito, 2024), ambientato
nelle Isole di Scilly, dove un adolescente trans di sedici anni trova finalmente un senso di appartenenza grazie
all’incontro con una persona non binaria, in una storia che affronta identità, isolamento e accettazione; e Art
di Ben Kernow (Regno Unito, 2023), in cui una coppia che vive in una vecchia casa di pescatori, schiacciata
dall’aumento del costo della vita, cerca nell’arte e nella pittura una possibile via per cambiare il proprio
destino. Tre racconti diversi, uniti dalla lingua cornica e dalla capacità del cinema di dare voce alle comunità
e alle identità spesso ai margini.
Dalla Cina arriva A summer’s end poem, cortometraggio del 2024 di Lam Can-zhao, in teochew, che segue
un ragazzo di campagna alla fine delle vacanze estive: con i suoi risparmi cerca di realizzare il sogno di
un’acconciatura “da città”, dando vita a una storia delicata e poetica sul passaggio dall’infanzia all’età adulta.
È ambientato nella Mardin degli anni Ottanta Xwemalî – Home Made, di Rojda Ezgi Oral (Turchia, 2024), in
curdo. Gabriel, undici anni, vive il conflitto tra la propria identità e la mentalità monista imposta dalla scuola.
Attraverso le difficoltà, le amicizie e le strade di Mardin, il film racconta la ricerca di appartenenza di un
bambino in un contesto che tende a negare le differenze.
Il cinema delle lingue dialettali italiane è rappresentato da Superbi, cortometraggio del 2024 di Nikola
Brunelli, in dialetto marchigiano. Ad Ascoli Piceno, Fulvio porta avanti da anni lo storico negozio di famiglia
specializzato nelle celebri olive fritte, ma l’arrivo di un giovane e agguerrito concorrente lo costringe a
confrontarsi con la propria stanchezza, con il cambiamento e con la necessità di rimettersi in gioco.
Dalla Groenlandia arriva Ivalu, di Anders Walter e Pipaluk K. Jørgensen (Danimarca, 2024), in groenlandese.
Ivalu è scomparsa e la sorellina si mette alla sua disperata ricerca, attraversando una natura immensa e
affascinante che sembra custodire un segreto. Un racconto intenso sul legame tra sorelle e sul rapporto con
un paesaggio che diventa parte della narrazione.
In catalano è invece Instruccions per a ser un nen assenyat, cortometraggio del 2024 di Albert Aymar
(Spagna). Victor è il ragazzo modello, Sid il suo esatto contrario: ribelle e indisciplinato. Victor decide di
aiutarlo a diventare più educato, ma le apparenze nascondono una realtà molto diversa da quella che sembra.
Ancora documentari con The Rootless, di August Joensalo (Finlandia, 2024), in careliano. Il film intreccia il
desiderio di risvegliare una lingua e una cultura assopite con il rapporto tra un nonno e suo nipote, fino alla
dolorosa scomparsa dell’anziano, che interrompe un passaggio di memoria e di patrimonio culturale.
Infine grande attenzione per la lingua e cultura grika attraverso quattro percorsi visivi:
- quello della memoria con l’omaggio di Evò ce Esù Visioni a mesciu Realino Bray, artigiano del ferro e della
parola grika, membro della comunità di Martignano, custode e divulgatore della memoria popolare;
- quello poetico del progetto Cine Fotìa – video poesie grike di Esterno Notte, percorso dedicato alla "poesia
etnografica in griko", lavoro in cui l'antropologa zollinese Manuela Pellegrino utilizza la poesia come
strumento per "scrivere etnograficamente di griko, in griko", intrecciando tradizione, ricerca antropologica
ed esperienza personale.
La poesia in griko, già studiata per la sua funzione sociale, diventa così anche uno strumento di ricerca,
attraverso cui l'antropologa ne sottolinea la dimensione performativa, strettamente legata all'ideologia
linguistica locale, che attribuisce a questa lingua la capacità di esprimere emozioni e sentimenti senza tempo;
- quello didattico divulgativo del progetto “Fonè, simàia, akòne, loja stin Grecìa Salentina” dell’I.C.S. di
Castrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto e Melpignano, con la proiezione dei corti Aracne, Saracostì e
Moroloj, per la regia di Sandra Abbate;
- quello documentaristico con "Kùse, ènna su po – Senti ti devo dire" per la regia di Fabrizio Lecce per
Esterno Notte e Festa de lu Focu di Zollino. Un film che descrive, in forma di racconto in lingua grika, le origini
e la storia di una delle feste popolari più autentiche e longeve in Puglia: la Festa de lu Focu. Siamo a Zollino,
piccolo centro nel cuore della Grecìa Salentina; qui, tra menhir, pozzelle e architetture rurali, si può ancora
ascoltare il suono della lingua grika.
Negli anni la rassegna ha ospitato film in tantissime lingue quali Kurdì, quechua, campano, sardu, mahafaly,
libras, lingua portoghese dei segni, griko, euskera, gaelico, kirdki-zazaki, kernewek, catalano, friulano,
dialetto guardiolo, dialetto guascone, occitano, swahili, sami, lingua degli uccelli, acholi, hayeren, laz, il
franco-provenzale, ladino, furlan.
Le lingue utilizzate nei film dell’edizione 2026 sono Lingua dei Segni, Corso, Cornish / Kernewek (cornico),
Teochew, Kurdî (curdo), Dialetto marchigiano, Groenlandese, Català (catalano), Karelian (careliano), Sardu
(sardo), Griko, Occitano e Sami.
Tanti gli ospiti di questa edizione, tra i quali Tore Cubeddu, Andrea Fantino, Lorenzo Blascetta, Davide
Barletti, Fabrizio Gerardo Lioy, Manuela Pellegrino, Fabrizio Lecce, Luigino Sergio, Sandra Abbate, Giovanni
Campa, Enrica Saracino, Elisabetta Dell’Atti, Gianluca Palma, Clara Zanoni, Claudia Fabris, Mattia Manco.
Il Direttore artistico Pantaleo Rielli dichiara che Evò ce Esù Visioni conferma la propria vocazione: usare il
cinema come strumento per attraversare confini linguistici e culturali, restituire visibilità alle lingue nascoste
e raccontare territori fragili non come periferie, ma come luoghi capaci di generare partecipazione, memoria
e futuro.
L’intero programma delle proiezioni è disponibile sul sito della rassegna.
L’accesso alla Rassegna è libero gratuito. Programma su www.evoceesu.it. Info al 389.5544424
Info e contatti
Rassegna “Evò ce Esù - Visioni. Incontri di confine tra visi e parlate”
Parco Turistico Culturale Palmieri – Martignano (Le) – Piazza Palmieri n. 12 - PUGLIA
Cell. 389.5544424 – info@parcopalmieri.it – www.evoceesu.it – www.parcopalmieri.it