Bibliando , Sebina, biblioteca, opac, catalogo biblioteca, Lecce, biblioteche lecce, Catalogo biblioteche, Prestito libri, Libri online, Prestito online, Ricerca federata tra Cataloghi di biblioteche

venerdì

3

luglio

La Poesia di Gezim Hajdari

La Poesia di Gezim Hajdari

04/07/2026 ore 19:00

sabato 4 luglio 2026, alle 19:00, ‘‘Prossimità Poetiche’’ incontra la poesia di Gëzim Hajdari dialogano con il poeta: Alessandro Cannavale, Simona Cleopazzo, Luca Crastolla, Daniela De Pascalis, Annibale Gagliani, Leo Luceri, Mauro Marino , Gianni Minerva, Francesco Mola , Giuseppe Zilli.
“Gëzim Hajdari viene da una terra, l’Albania, dove per secoli i popoli si sono scontrati ma sono anche riusciti a coabitare: testimone ne è il nome, Gëzim, parola albanese che significa gioia, e il cognome, Hajdari, che in arabo significa leone e appartiene alla confraternita mistica dei Bektashi di provenienza iraniana. Egli è nato nel 1957 a Hjdaraj, un piccolo villaggio tra le colline della provincia di Darsìa nell’Albania settentrionale, un luogo mistico, segnato dalla presenza misteriosa di Bjeshkët e Nëmuna, le Montagne Maledette. Qui, per secoli, i malësori (montanari) hanno versato il loro sangue per difendersi dagli invasori ottomani e si sono autogestiti per cinquecento anni attraverso il Kânun, un codice giuridico di leggi tramandatesi oralmente di generazione in generazione. La “besa”, cioè la parola data, è quindi sacra per il popolo albanese, e ha più valore di un documento scritto. Gëzim Hajdari è cresciuto sotto la legge del Kânun, leggendo i canti popolari epici albanesi che celebravano le imprese dei guerrieri shqipëtar in un’atmosfera popolata di folletti e di numi tutelari delle valli, dei fiumi, dei boschi, delle cime e delle grotte come ai tempi dei pagani, e si è formato sulle note dei canti lirici popolari dei nizam (in turco i soldati albanesi che combattevano per conto della grande Porta di Istanbul) e dei kurbetit (i canti dei migranti). “L’oralità albanese è di una bellezza terribile, drammatica e struggente”, dichiara lo stesso Hajdari, “poiché racchiude e rispecchia la memoria collettiva di un’intera nazione” (…).
 
(La nota è tratta da https://journals.openedition.org/narrativa/1758 che pubblica il bellissimo saggio La poesia “al femminile” di Gëzim Hajdari di Laura Toppan)
Nell'ambito degli incontri promossi dagli #osservatoridipoesia del #polobibliomusealedilecce per La Poesia Detta progetto finanziato dal Centro per il libro e la lettura - alla Biblioteca Bernardini.